Oggetti, memoria e curiosità della Villa

A Villa Contessa Massari ci sono dettagli che si notano subito, mentre altri si scoprono solo con il tempo: la Villa è infatti un luogo in cui ogni ambiente custodisce oggetti, storie e piccoli segni che raccontano molto più di quanto si veda a prima vista. Passeggiando tra le stanze, è possibile incontrare elementi che sono più che semplici arredi: sono frammenti di memoria, scelti e conservati nel tempo.

Oggetti che raccontano un’idea di valore

All’ingresso, per esempio, si trova una cassaforte austriaca dell’Ottocento, proveniente da Vienna: al suo interno sono custoditi libri di grandi autori come Omero, Baudelaire e Shakespeare. Una scelta simbolica che racchiude l’idea che il vero patrimonio sia la cultura e la conoscenza, qualcosa che non può essere sottratto. Accanto, nella biblioteca, una stufa in ceramica del Settecento, ancora perfettamente funzionante, testimonia l’eccellenza artigianale del territorio: un pezzo raro, che unisce valore estetico e funzione, mantenendo intatto il legame con la vita quotidiana di un tempo.

Alcuni oggetti poi, sorprendono per la loro unicità: all’ingresso principale si trovano due vasi in vetro contenenti spighe di grano, ciascuna realizzata da un unico pezzo di vetro; soffiando leggermente, si muovono come vere spighe mosse dal vento. Sono state create da un maestro vetraio di Murano la cui tecnica, oggi, non è più replicabile: un esempio di artigianato che appartiene a un sapere ormai perduto.

Villa Contessa Massari cassaforte

Arte e stratificazioni di storia

Nel salotto accanto all’ingresso sono esposti diversi dipinti che aggiungono un ulteriore livello di lettura agli ambienti. Tra questi, un’opera della prima metà del Settecento attribuita a un discepolo di Michel Serre raffigura San Giacinto di Polonia, legato a un episodio della sua vita a Kiev. Accanto, due ritratti attribuiti a Francesco Bassano testimoniano una presenza artistica che attraversa i secoli. Anche alcuni elementi architettonici raccontano una storia più ampia: il pavimento in mattoni lavorati, nel soggiorno, proviene dalle antiche mura di Ferrara e risale all’Addizione Erculea voluta da Ercole I d’Este nel 1492.

La Villa come spazio vissuto

Accanto agli elementi più simbolici, la Villa conserva tracce concrete della vita quotidiana di un tempo: la Cucina della Contessa, ambiente ampio e conviviale, mantiene il pozzo originale con carrucola, utilizzato in passato per attingere l’acqua necessaria alle attività domestiche; il grande camino – ancora utilizzabile, e gli oggetti presenti nello spazio raccontano un modo di vivere fatto di gesti semplici e funzionali. Alcuni dettagli conservano storie particolari: il gancio multiplo sulla cappa del camino veniva utilizzato per la lavorazione della carne, mentre gli arpioni esposti rimandano alle attività legate alle valli di Comacchio e alla tradizione della pesca.

Nella Villa Contessa Massari nulla è solo decorativo e ogni elemento contribuisce a costruire un racconto fatto di epoche diverse, di mani che hanno costruito, utilizzato, trasformato.
È questo insieme di dettagli a rendere la Villa un luogo da osservare con attenzione, dove ogni visita può rivelare qualcosa di nuovo e ogni oggetto può raccontare una storia.

La storia della Villa e del territorio

Villa Contessa Massari nasce nel Settecento, in un’epoca in cui il territorio di Ferrara apparteneva allo Stato Pontificio.

Chi era la Contessa Maria Cristina Massari

Maria Cristina Massari è considerata l’ultima discendente della casata dei duchi di Fabriago.

Villa Contessa Massari