Villa Contessa Massari e Ferrara: una storia che attraversa i secoli
Villa Contessa Massari fu costruita all’inizio del Settecento, quando questo territorio non apparteneva ancora all’Italia, ma allo Stato Pontificio.
Ferrara rimase sotto il governo della Chiesa per oltre due secoli e mezzo, dal 1598 al 1859, con la sola parentesi del periodo napoleonico. Alla morte dell’ultimo Duca d’Este senza eredi, infatti, il Ducato venne devoluto allo Stato Pontificio. Questo lungo periodo ha lasciato un segno profondo nell’economia e nel carattere del territorio: mentre altre città emiliane si sviluppavano e si industrializzavano, Ferrara rimase più legata alle proprie radici agricole e alla struttura amministrativa dello Stato della Chiesa.
La situazione cambiò temporaneamente con l’arrivo di Napoleone. Dal 1796 al 1815 Ferrara entrò a far parte della Repubblica Cispadana, poi Repubblica Cisalpina. Fu proprio il Conte Antonio Massari a firmare l’annessione della città al nuovo ordinamento politico. Dopo la Restaurazione, Ferrara tornò sotto il controllo pontificio fino al 1859, anno in cui entrò a far parte del Regno di Sardegna e, successivamente, del Regno d’Italia.
La famiglia Massari: commercianti, imprenditori e protagonisti della vita pubblica
La storia della Villa è strettamente legata a quella della famiglia Massari, originaria di Milano e trasferitasi a Ferrara all’inizio del Seicento.
Il primo esponente a costruire una grande fortuna fu Antonio Massari, nato nel 1738 da Francesco Massari, mercante di chincaglieria con due negozi affacciati sulla piazza della Cattedrale. Antonio proseguì l’attività di famiglia insieme al fratello, ma sviluppò parallelamente una redditizia attività finanziaria basata sul credito e sui prestiti. Questo gli consentì di accumulare importanti risorse economiche, partecipare ad appalti e stringere rapporti con influenti famiglie nobiliari romane.
Con l’arrivo di Napoleone aderì al nuovo ordine politico e la famiglia Massari iniziò a ricoprire incarichi pubblici di rilievo. Nel 1796 Antonio rappresentò Ferrara nell’annessione alla Repubblica Cispadana e prese parte al governo provvisorio che introdusse importanti riforme: abolizione dei tribunali ecclesiastici, della tortura e dell’Inquisizione, apertura del ghetto ed estensione dei diritti civili alla popolazione ebraica.
Il nipote Vincenzo Massari fu ambasciatore ferrarese a Parigi. Antonio negoziò direttamente con Napoleone la questione delle Valli di Comacchio, preferendo ottenerne la locazione piuttosto che procedere all’acquisto.
Nel 1799, con il ritorno degli Austriaci, venne imprigionato a Legnago. Tornato libero dopo la ricostituzione della Repubblica Cisalpina, ampliò ulteriormente il patrimonio familiare attraverso l’acquisto di vaste proprietà agricole. Nel 1809 fu nominato Conte e Senatore del Regno.
Anche dopo il ritorno dello Stato Pontificio dimostrò una notevole capacità di adattamento politico: nel 1816 ricevette da Papa Pio VII la nomina a Cameriere di Cappa e Spada. Morì a Ferrara nel 1826.
Un altro esponente di rilievo della famiglia fu Galeazzo Massari (1841-1902), Senatore del Regno d’Italia. Sposò la celebre mezzosoprano Maria Waldmann, artista molto apprezzata da Giuseppe Verdi, che era amico della famiglia e che, secondo la tradizione, potrebbe aver soggiornato anche nella Villa.
La residenza principale dei Massari era Palazzo Massari a Ferrara, oggi museo civico, insieme all’adiacente Parco Massari. Le ultime esponenti della famiglia furono Cristina Massari, che visse in questa Villa, e sua sorella, che sposò un membro della famiglia Ricasoli e si trasferì nella vicina Villa Massari-Ricasoli di Voghiera.
Ferrara e gli Estensi: cinque secoli di splendore
Per comprendere davvero il contesto in cui si inserisce Villa Contessa Massari è necessario guardare ancora più indietro nel tempo.
Il periodo di massimo splendore di Ferrara coincise con la dominazione della famiglia d’Este, che governò il territorio per quasi cinque secoli, dal Medioevo fino al 1598. Durante questo lungo periodo Ferrara divenne una delle principali capitali culturali europee.
Gli Estensi erano una delle famiglie più potenti del continente, paragonabili ai Medici di Firenze o agli Sforza di Milano, e vantavano legami con le principali dinastie reali europee.
A Ferrara operarono alcuni dei più importanti artisti, architetti, letterati e scienziati del Rinascimento: Michelangelo, Piero della Francesca, Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Rogier van der Weyden, oltre ai grandi protagonisti della scuola ferrarese come Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Francesco del Cossa, Dosso Dossi e Benvenuto Tisi da Garofalo. Qui lasciarono il proprio segno anche Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Niccolò Copernico e Paracelso.
Tra le figure più celebri legate alla dinastia estense vi fu Lucrezia Borgia, moglie di Alfonso I d’Este.
Nel 1492 Ferrara divenne inoltre un modello urbanistico europeo grazie alla celebre Addizione Erculea, il progetto che ampliò la città con nuove strade rettilinee e nuove mura, ancora oggi perfettamente conservate.
Prima degli Estensi: la Ferrara romana
Prima ancora dell’epoca estense, questo territorio faceva parte del mondo romano.
La località di Ducentola, dove oggi sorge la Villa, deve il proprio nome a un’antica organizzazione territoriale di origine romana. Anche altri centri della zona, come Cento e Trecenta, conservano nella loro denominazione questa stessa origine.
Nelle vicinanze della Villa si trova Voghenza, l’antica Vicus Habentia, importante centro dell’età romana e poi sede vescovile dal 330 al 644 d.C.
Quando, nel corso delle invasioni barbariche, il territorio divenne insicuro, parte della popolazione si rifugiò su una piccola isola situata lungo un ramo del Po. Da quell’insediamento nacque Ferrara. Un processo che presenta alcune analogie con la nascita di Venezia, sviluppatasi dopo le invasioni che interessarono l’area di Aquileia.
A Voghenza è ancora presente un piccolo parco archeologico con testimonianze dell’epoca romana. Qui venne ritrovata una lapide datata 14 d.C. con l’iscrizione “Aulus Augustae Saltuarius”.
Aulo era l’amministratore di un vasto possedimento agricolo appartenente ai beni personali di Augusto. Per questo motivo si può affermare, con una curiosa suggestione storica, che tra gli antichi proprietari delle terre su cui oggi sorge la Villa vi fosse anche Cesare Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano.
Ancora più indietro: il mistero di Spina
La storia di questo territorio non si ferma all’epoca romana.
Molto prima esisteva qui una delle più importanti città etrusche dell’Adriatico: Spina.
Autori antichi come Tucidide e Dionigi di Alicarnasso ne parlavano nelle loro opere, ma per secoli la sua esistenza fu considerata quasi leggendaria. Nessuno riusciva a individuarne la posizione.
La svolta arrivò nel 1922 quando, durante le bonifiche delle Valli di Comacchio, un contadino riportò alla luce una tomba etrusca. Gli scavi successivi portarono alla scoperta di oltre 4.000 sepolture e infine dell’antica città di Spina.
La città era stata cercata per secoli vicino alla costa, senza considerare che nel corso dei millenni il litorale si era progressivamente spostato.
I reperti rinvenuti — vasi, monili, utensili e oggetti di uso quotidiano — erano talmente numerosi da costituire una delle più importanti raccolte etrusche oggi esistenti. Una parte significativa di questo patrimonio è conservata a Ferrara, nel Museo Archeologico Nazionale ospitato nel Palazzo di Ludovico il Moro.
Spina iniziò il proprio declino nel IV secolo a.C., quando Roma favorì progressivamente Ravenna come principale porto dell’Adriatico.
Un luogo che custodisce tutte queste storie
Visitare Villa Contessa Massari significa immergersi in un luogo che porta con sé tracce di tutte queste epoche: dall’eredità etrusca e romana fino alla grande stagione rinascimentale degli Estensi, passando per la storia della famiglia Massari e delle trasformazioni politiche che hanno segnato il territorio ferrarese.
Un patrimonio fatto di persone, luoghi e vicende che ancora oggi continua a vivere tra le stanze della Villa e nel paesaggio che la circonda.
